Post

Esalazioni maleodoranti provenienti da stalle

  Esalazioni maleodoranti provenienti da stalle, allevamenti o luoghi simili - Reato di cui all'art. 674 c.p. - Sussistenza - Risarcibilità ex art. 844 c.c. - Fattispecie.  Le esalazioni maleodoranti provenienti da stalle, allevamenti o luoghi simili configurano il reato di cui all'articolo 674 c.p. e non solo un illecito penale risarcibile ex articolo 844 c.c. allorché siano idonee a creare offesa al benessere dei vicini e grave pregiudizio per lo svolgimento della loro attività (Cass n. 678 del 1996 P.M. in proc. Viale; Cass n. 138 del 1995 Composto; 1293 del 1994 Sperotto).  Nella specie, dai manufatti destinati all'allevamento di suini e pollame ed ubicati ad una distanza di circa 10 - 20 metri dalle abitazioni, si avvertivano cattivi odori i quali provocavano nei confronti delle persone offese ivi residenti uno stato d'ansia accertato documentalmente, che nonostante, l'avvenuto adeguamento della porcilaia alle prescrizioni vigenti non escludeva la sussistenza d...

NON DEVE ESSERE OCCULTATO

di Marco Massavelli - L'autovelox, seppur regolarmente omologato e funzionante, ma posizionato in modo tale da essere occultati agli ignari automobilisti impone la condanna per truffa (articolo 640, codice penale). E' quanto stabilito dalla Suprema Corte di Cassazione Penale, sez. II, con la sentenza 23 maggio 2013 n. 22158. Fonte: Autovelox occultato: è truffa e lo strumento va sequestrato (StudioCataldi.it)

Non più Polizia locale

Idea Min. De Girolamo : gli agenti provinciali passino al Corpo forestale dello Stato [2 agosto 2013] di Umberto Mazzantini De Girolamo Il ministro delle politiche agricole Nunzia De Girolamo non è nuova ad iniziative populiste ed una vena di questa sua propensione la si può rintracciare anche nella proposta, di per sé teoricamente giusta, di trasferire gli agenti delle polizie provinciali al Corpo forestale dello Stato, non si capisce attingendo a quali fondi stanziati dal suo stesso governo ed in base a quale meccanismo concordato dal suo stesso governo con le Province (forse) in scioglimento, con le Province autonome che resteranno, con le nuove città metropolitane e con le regioni. - See more at: http://www.greenreport.it/news/aree-protette-e-biodiversita/la-de-girolamo-colpisce-ancora-gli-agenti-provinciali-passino-al-corpo-forestale-dello-stato/#sthash.FhMbPMkb.dpuf

Caos

Quando si parla di terre e rocce da scavo spesso si parla anche di “incertezza normativa” e di “difficoltà interpretative” … in una parola: il caos! I colpevoli di tale confusione sono anche gli ultimi due provvedimenti che, in ordine di tempo, hanno trattato della materia delle terre e rocce da scavo. Stiamo cioè parlando del c.d. Decreto del Fare e della legge n. 71 dello scorso 26 giugno 2013 (di conversione del DL 43/2013), che contiene misure per la realizzazione degli interventi per Expo 2015. A lanciare l’allarme è l’Associazione nazionale dei costruttori edili che denuncia come le modifiche al regime normativo delle terre e rocce provenienti dall’esecuzione di lavori edili di qualsiasi tipologia “creano nuovi e pesanti elementi di incertezza agli operatori”. La nota dell’ANCE evidenzia come, a partire dal 22 giugno 2013 dopo le modifiche apportate dal Decreto del Fare, la gestione delle terre e rocce come sottoprodotto anziché come rifiuto è soggetta alle indicazioni del...

Per un marchio non registrato non è punibile la contraffazione

Immagine
La Corte di Cassazione, con la sentenza   Cass. pen., sez. V, sentenza 13 luglio 2012 (dep. 21 settembre 2012), n. 36360   ha affermato che l’ avvenuta registrazione del marchio o del segno distintivo rappresenta una condizione imprescindibile affinchè venga assicurata la “tutela penale dei marchi o degli altri segni distintivi”. Infatti, la Cassazione, sulla scorta di un pregresso orientamento ermeneutico e dottrinale, ha  rilevato che, con la riforma introdotta dalla legge n. 99/2009 (la   quale ha posto, come condizione di punibilità per i reati di cui agli artt. 473 e 474 c.p., “che siano state osservate le norme delle leggi interne, dei regolamenti comunitari e delle convenzioni internazionali sulla tutela della proprietà intellettuale o industriale”), si è “inteso ratificare la giurisprudenza che richiedeva, per la tutela penale, l'avvenuta registrazione del marchio o del segno, non bastando la semplice domanda” posto che si può conoscere “solo un tito...

Querela sufficiente per revoca licenza porto di fucile

Immagine
TAR Toscana, Sez. I, n. 540, del 11 aprile 2013 Caccia e animali. Querela sufficiente per revoca licenza porto di fucile Secondo un diffuso orientamento giurisprudenziale, la querela, ancorchè costituisca un atto di parte, è di per sé sufficiente ai fini dell’adozione di provvedimenti limitativi del diritto a possedere e portare armi, qualora sia sorretta da elementi obiettivi in grado di far presumere la possibilità di abuso. In quanto titoli di polizia, l’autorizzazione a detenere armi e munizioni e la licenza di porto di fucile sono suscettibili di ritiro a fronte del paventato pericolo di abuso desumibile da un quadro indiziario indicante l’inaffidabilità del titolare, che non offre più garanzie sufficienti a prevenire possibili abusi anche all’interno delle mura domestiche. Il divieto di detenzione di armi o munizioni, così come la revoca della licenza di porto d’armi, non richiedono l’oggettiva e acclarata responsabilità per eventi lesivi cagionati a terzi, né il verificato ...

Uso pubblico strada vicinali

Lexambiente News Consiglio di Stato, Sez. V, n. 2218, del 19 aprile 2013 Ambiente in genere.Uso pubblico strada vicinali La servitù di uso pubblico delle strade vicinali è caratterizzata dall'utilizzazione da parte di una collettività indeterminata di persone del bene privato idoneo al soddisfacimento di un interesse della stessa. Caratteristiche indispensabili di questo diritto sono: il passaggio esercitato iure servitutis pubblicae, da una collettività di persone qualificate dall'appartenenza ad un gruppo territoriale; la concreta idoneità del bene a soddisfare esigenze di carattere generale, anche per il collegamento con la pubblica via; un titolo valido a sorreggere l'affermazione del diritto di uso pubblico, che può anche identificarsi nella protrazione dell'uso da tempo immemorabile. Va poi soggiunto che la destinazione delle strade vicinali “ad uso pubblico”, imposta dal codice della strada di cui al d.lgs. n. 285/1992 (art. 3, com...